Dolci

Portokalopita

Per me il cibo non è solo mangiare, ma soprattutto ricordi, emozioni, profumi e sapori. Ci sono dei piatti che per me hanno un valore speciale, magari perché li ho mangiati in un posto particolare o in compagnia di una persona speciale. Tra i piatti del cuore c’è la Portokalopita (detta anche orange cake), un dolce greco preparato con pasta fillo e sciroppo di arance. L’ho assaggiato per la prima volta in una piccola Taverna che si affacciava sul porto di Chora, a Naxos. Lo ricordo benissimo, perchè quella è stata la più bella vacanza della mia vita: mare fantastico, natura selvaggia e l’ottima compagnia della mia Amica Giulia. Avevamo mangiato un sacco di cose buone e il cameriere, insieme al conto, ci ha portato due fettine di questo dolce davvero speciale. Al primo assaggio me ne sono innamorata: la dolcezza dello sciroppo all’arancia e la consistenza particolare di questo dolce mi hanno conquistato. Per anni mi sono ripromessa di provare a replicarlo, ma alla fine non c’e n’è mai stata l’occasione, fino a quando non ho visto la ricetta sul profilo di Caterina. Sembrava così facile che mi sono detta: perché non provare?
Quando l’ho assaggiata mi è sembrato di tornare al tavolo di quella piccola taverna: era proprio uguale!
Allora ho deciso di condividere la ricetta con voi: eccola qui di seguito.

 

 

Ingredienti per una teglia 30X30 cm:

Per la torta:
500 gr di pasta fillo
3 arance bio

200 gr di yogurt greco

5 uova
180 ml di olio d’oliva
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di lievito per dolci

Per lo sciroppo:
400 gr di zucchero
350 ml di acqua
1 cucchiaino di cannella
1 arancia

 

 

Procedimento:

Preparo la glassa all’arancia: metto nel pentolino tutti gli ingredienti, aggiungo il succo e le bucce dell’arancia. Porto a bollore e faccio cuocere per 8 minuti e lascio raffreddare.
Strappo la pasta fillo in modo irregolare e la adagio nella teglia. In una ciotola mescolo lo yogurt, le uova, lo zucchero, l’olio, il lievito e il succo d’arancia. Cuocio a 180° per 35 minuti. Una volta raffreddata, verso sopra la glassa poco per volta.

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